martedì 20 giugno 2017

voyage en Bretagne, prima parte

Cari amici
sono di nuovo su queste pagine per condividere il breve viaggio che ho fatto in Bretagna, più che altro per andare a trovare i miei parenti che non vedevo da due anni.
Comunque non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di andare a visitare dei luoghi che mi sono cari e che rivedo volentieri ogni volta.

Per raggiungere la Bretagna in macchina, la via più breve è attraversare la Francia in diagonale, passando così dai luoghi, per nulla turistici, che vengono chiamati il granaio di Francia.


e che hanno il pregio di non essere troppo trafficati. In genere anche le stradine di campagna sono in buone condizioni

e poiché il percorso è molto riposante, potete concedervi delle pause fotografiche, se amate il paesaggio campestre...

Fra gli sterminati campi di grano, costellati qua e la dalle pale eoliche potete trovare...

gradevoli sorprese come questi immensi cesti di fiori parcheggiati a bordo strada.

Ma sono arrivata, lasciamo quindi i campi e facciamo un salto nella turistica Dinan, situata nella regione delle Côtes d'Armor. Ritiro di Anne de Bretagne (sappiate che se le autostrade bretoni sono gratis, è merito suo poiché disse al re di Francia che nessun Bretone avrebbe mai dovuto pagare per transitare sulle strade da li all'eternità! e a quanto pare l'hanno presa in parola)
La cittadina è un piccolo gioiello medievale con le sue stradine strette...

le Jerzual
le case in pietra dai caratteristici tetti di ardesia...

le Jerzual
oppure quelle a graticcio...






pur essendo una città in pietra grigia, i fiori che la decorano la rendono colorata e accattivante...



Una ripidissima strada in discesa "il Jerzual" vi conduce al porticciolo sulla Rance, il fiume che sbocca sulla Manica...

e dove potete concedervi una piccola crociera turistica sul fiume...
Se arrivate dal basso, quindi dal porto, e dovete arrampicarvi lungo il Jerzual per raggiungere la città in alto, vi consiglio di fermarvi alla panetteria dell'angolo e rinforzarvi con un "Quign amman"

foto web


il tipico dolce bretone. il cui nome significa semplicemente "dolce al burro" é una pasta di pane lavorata come la pasta sfoglia, arrotolata e caramellata.
Vi consiglio di mangiarlo tiepido e di scordarvi gli esami del colesterolo. Farete penitenza quando tornerete a casa,  la Bretagna è il paese del burro salato e non troverete altro condimento. Qui anche il caramello è "au beurre salé" :))))
Vi lascio con l'acquolina in bocca e vi do appuntamento al prossimo post:
Saint Malo e la campagna bretone




venerdì 9 giugno 2017

Paris...parte seconda

Cari amici buongiorno,
come promesso ecco la seconda parte del mio breve soggiorno a Parigi, un giro lontano dai circuiti turistici, dalle terrasses* più gettonate nel Marais dove arrivi a pagare un caffè 5 euro, lontano dalle estenuanti scarpinate nei Champs Elisèes, o dai monumenti e musei dove occorre mettersi in coda per avere i biglietti.
Certamente... se la vostra è la prima visita nella capitale francese sarà più difficile sottrarvi al richiamo delle sirene dei luoghi più noti, ma se ci siete stati più volte, potete concedervi un' alternativa meno affollata e più riposante come ad esempio la
Coulée verte: un curioso parco sopraelevato nel XII arrondissement . Realizzato sul tracciato di una vecchia linea ferroviaria dismessa: la ligne de Vincennes che offre un percorso di quasi cinque chilometri passando fra le case e offrendo scorci dall'alto sul paesaggio urbano. Infatti tutto il percorso che ha inizio ad Opera Bastille si snoda sopraelevato dal piano stradale quindi al riparo dal rumore del traffico.

La Coulée verte
Dietro la cattedrale di Notre Dame, in rue de la Chanoinesse c'è questo ristorantino
"Au vieux Paris d'Arcole" dalla bellissima facciata ricoperta di glicine che meritava una foto.
 

Rue des rosiers è un altro angolo "au calme" nel quartiere ebraico di Parigi (Marais) ...



la via è gradevolmente piantumata e potrete gustare specialità della cucina ebraica



A Parigi potete imbattervi in personaggi curiosi come questo suonatore di tromba, incontrato la mattina alle otto (se vuoi dormire spera che non si piazzi sotto le finestre di casa tua!)

Il gentile signore si è lasciato fotografare dietro compenso di un euro. Nulla ha voluto invece questo pittore di insegne. Un mestiere d'antan che a Parigi resiste poiché molti negozi e ristoranti sono fieri di conservare  la loro aria retrò.


Non si capisce invece quale sia l'utilità del lavoro di quest'altro fiero guerriero vichingo (dalla foto non si nota, ma aveva una lunga trecciona bionda) che al mattino presto spazza la polvere all'ingresso del Jardin des Tuileries...

Se poi improvvisamente siete colti da un'irresistibile voglia di pistacchi...a chi non capita? Potete andare alla pistacchieria!


ma più probabilmente sarete assaliti da una voglia di cioccolatini che la chocolaterie Mathilde saprà soddisfare!

Ancora quattro passi fra le stradine meno trafficate...

 che si aprono su piazzette altrettanto tranquille dove si può bere un caffè senza automobili che salgono quasi sul marciapiedi per passare (il caffè lo pagherete comunque salato, ma almeno non avrete respirato tonnellate di pm10)

Un delizioso negozio di fiori che provvede anche al décor del portone adiacente...

Il mio viaggio a Parigi termina qui. 
E' ora di andare in stazione e prendere il treno per tornare a Milano
Ma un cartello pubblicitario mi avvisa...

che l'era del caffè ciofeca è finita!
Mah, io non direi , ma ve lo dico a bassa voce, perché i parigini sono molto fieri del loro "espresso" ahahahahah!
Alla prossima, con un post sul mio viaggio in Bretagna

*terrasses - quello che noi chiamiamo i "dehors" dei bar, in Francia non si chiama affatto così bensì "terrazza". Dehors vuol semplicemente dire fuori e non si applica ai locali pubblici

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