mercoledì 20 settembre 2017

Le Azzorre non sono solo un anticiclone... terza ed ultima parte

Cari amici,
fra un po' arriva Natale ed io sono ancora qui a parlare di vacanze!
Con questo post concludo, ormai è ora di passare ad altro, in pentola bollono parecchie cose e voglio condividerle con voi.
Vi avevo promesso le sfumature di grigio?
Eccole, grigio come...

Il cielo plumbeo su questo porticciolo di pescatori. Non è insolito avere un tempo molto mutevole, ma tranquilli, da qualche parte nelle isole il sole splende sempre, basta andarlo a cercare.

grigio come...

la pietra vulcanica usata nell'architettura di chiese e palazzi.

grigio come...


il ribollire dell'acqua nelle caldere del vulcano, non vi consiglio di immergervi una mano!

La mano invece l'ho immersa in questa apperentemente innocua vaschetta dove l'acqua raggiungeva comunque i 60° Qualche temerario riusciva ad immergere anche i piedi finchè non diventava paonazzo e doveva spostarli nel retrostante fresco ruscello!

Sempre a proposito di immersioni vi segnalo le terme di Furnas*
In un immenso giardino botanico...

dove potrete passeggiare in un sontuoso giardino tropicale,

 fra meravigliosi "parterre" fioriti e ammirare ...


bellissimi e coloratissimi fiori, potrete usufruire della piscina termale Terra Nostra


Una piscina di acqua vulcanica ferruginosa calda (35°) dove potrete stare in ammollo e farvi dei salutari massaggi per la cervicale sotto getti di acqua calda.
All'uscita trovate delle cabine e le docce per sciacquarvi.

Ma torniamo alle nostre sfumature di grigio
grigio come...


questi  pentoloni che vengono estratti da nerboruti omaccioni e dove cuoce una curiosa pietanza Azzorriana per un tempo che va dalle sei alle otto ore con il calore del vulcano, ma...
in cosa consiste il misterioso piatto?

Per saperlo occorre recarsi in uno dei numerosi ristoranti di Furnas


ed ecco svelato l'arcano...


Una sorta di bollito misto, addizionato di verdure che cuoce stratificato nei pentoloni. Mi è stato spiegato che la stratificazione è un segreto degli chef locali!

grigio come...





Questo strano macchinario
Cosa sta raccogliendo questo signore?
Cosa sono quelle foglie secche nei secchi?
Avete indovinato?
Vi do un aiutino...


Strane siepi molto ravvicinate, sempre sotto un cielo grigio per rimanere in tema!
E' una piantagione, l'unica in territorio europeo...
poiché questa pianta di solito cresce in Asia...
ora avete indovinato?
la risposta in calce al post**

grigio come...



un pigro gatto Azzorriano
e vi lascio con la fotografia di questi due laghi che si trovano nel cratere del vulcano...

a cui è legata una leggenda:
Si narra che ad una giovane principessa dagli occhi verdi, innamorata di un bel giovane dagli occhi grigi, fu impedito di frequentarlo e sposarlo poiché di umili origini. I due piansero tanto da riempire questi due laghi e le loro lacrime avevano il colore dei loro occhi!
La spiegazione del perché i due laghi siano di colori diversi è molto meno romantica, infatti in uno crescono delle alghe verdi che lo rendono di questo colore :)))

Il mio viaggio alle Azzorre finisce qui.
Spero di avervi intrattenuto piacevolmente e vi do appuntamento al prossimo post.

note:
* Furnas è la città che si trova nel cratere del vulcano fra innumerevoli fumarole solforose ed è l'attrattiva principale dell'isola di Sao Miguel.

** ed ora veniamo alla piantagione misteriosa: avete indovinato vero? Si tratta di Tè! L'unico tè europeo viene prodotto qui alle Azzorre, sia in versione verde che nero.

venerdì 8 settembre 2017

Le Azzorre non sono solo un anticiclone...parte seconda

Cari amici
come promesso eccomi con il secondo colore delle Azzorre il blu!


Blu come l'Oceano Atlantico, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è affatto freddo, grazie alla corrente del golfo. Immergersi fra le onde è divertente se amate un bagno avventuroso. Le onde sono alte e bisogna sapere come affrontarle

Ecco un impavido che si lancia in un onda, probabilmente un po' troppo tardi per non finire centrifugato! Io avevo una valida guida che mi ha evitato giravolte impreviste e potenzialmente pericolose.
Se non siete amanti dell'avventura potete trovare delle calette riparate dove il bagno risulta decisamente più tranquillo

e dove la furia dell'elemento Oceano rimane a distanza di sicurezza.





 E' possibile trovare spiagge molto tranquille e decisamente poco affollate anche in agosto. La sabbia è scura a causa dell'origine vulcanica, e sempre a proposito di vulcano potete fare il bagno nell'Oceano caldo!

foto web
Esattamente a Ponta da Ferraria (la foto non è mia ma presa dal web, quel giorno mi sono dimenticata allegramente di fotografare il posto).
Dopo esservi inerpicati sulle scogliere vulcaniche potrete goduriosamente immergervi in acque decisamente calde, grazie ad una sorgente che scaturisce dal vulcano e, grazie alle corde che sono state tirate da una scogliera all'altra, potete farvi mollemente cullare. Unico neo il posto è veramente gremito di gente e non avrete un posticino comodo dove sistemare l'asciugamano, ma nonostante ciò vi assicuro che ne vale veramente la pena!

Ma il blu delle Azzorre non è solamente Oceano

e cieli azzurri...
Sono anche le case...

dipinte con colori pastello

e gli affreschi lasciati sulle pietre del porto come omaggio...


da chi ha visitato l'isola...


C'è anche il blu di una festa particolare...





La festa bianca. L'equivalente, in grande, delle nostre notti bianche, con la particolarità che tutti sono vestiti di bianco, creando un divertente gioco di luci. Anche questa festa era decisamente affollata!

Il mio tour in blu finisce con gli Azulejos che si trovano anche qui come elemento decorativo di questa indicazione turistica...




e con un'ortensia, vi ho già detto che mi piacciono le ortensie delle Azzorre? :)))





Hanno sfumature stupende!
E a proposito di sfumature...il prossimo appuntamento è col grigio!
Il grigio dei vulcani, dei cieli delle giornate dal clima mutevole e vi do appuntamento con una pietanza mooooolto particolare!
Curiosi?
Saprete tutto nella terza ed ultima parte del viaggio
A presto!






sabato 2 settembre 2017

Le Azzorre non sono solo un anticiclone...prima parte

Dove vai quest'estate?
La domanda di rito che ci si sente porre dagli amici e dai conoscenti.
"alle Azzorre"
"Dove? Dove sono?"
"In mezzo all'Atlantico"
"Aspetta le ho già sentite nominare...ah si...l'anticiclone delle Azzorre"

Sono poco conosciute queste isole portoghesi, se non per ragioni meteorologiche. Il turismo c'è, ma non ancora a livello della più conosciuta Madeira o delle Canarie, che però sono spagnole.
Sulla cartina appaiono come pochi puntini in mezzo al blu. sono precisamente nove puntini di origine vulcanica quasi a metà strada fra l'Europa e l'America.
Abbiamo visitato l'isola più grande: Sao Miguel (eravamo in due, poi siamo diventati quattro, otto e più!)





Per arrivare alle Azzorre occorrono circa quattro ore e mezza di voli con scalo a Lisbona e se siete seduti dalla parte sbagliata dell'aereo, avrete l'impressione di ammarare anziché atterrare.

L'isola di Sao Miguel è verdissima a causa del clima mite e umido.
Ho deciso di dividere il mio tour in colori e inizierò appunto dal verde

Fiori di agapanto e  ortensie sono ovunque e punteggiano un paesaggio verde come l'Irlanda, ma con accenti tropicali



le ortensione  sono a dir poco rigogliose!

e dai colori splendidi...

Questo fiorellone giallo è un' infestante e la ritrovate un po' ovunque lungo gli innumerevoli trekking che l'isola offre

Questo delizioso sentiero si snodava fra cascatelle...


palme...
impavidi tuffatori...
e finestre aperte sulla jungla!



E dopo tutto questo camminare in mezzo alla natura lussureggiante, direi che è giunta l'ora di una meritata pausa caffè


Spesso al posto del cucchiaino vi viene offerto un bastoncino di cannella per mescolare e aromatizzare il vostro caffè. In secondo piano, tipici dolci delle Azzorre: delle tortine a base di fagioli, i famosi pasteis de nata e i dolcetti dell'isola di Graciosa a base di latte condensato caramellato.

Ed ora sedetevi, sorseggiate il caffè e gustate un dolcetto.
Appuntamento alla prossima puntata dove parleremo del colore blu!



lunedì 31 luglio 2017

voyage en Bretagne...terza ed ultima parte

Cari amici,
eccomi per la terza parte del viaggio (ci ho messo un po' ma me la sto prendendo comoda con il blog)

Quella che vi propongo oggi è decisamente una Bretagna insolita: la più nascosta dai circuiti turistici, niente mare

ma una dolce campagna che vi fa venire voglia di prendere un libro e sistemarvi sotto un albero a godervi la frescura, il paesaggio...

e magari il gorgoglio di un ruscello...

potete passeggiare per nascosti sentierini, conosciuti solo da paciose e stanche mucche...

Ma anche gli angoli più reconditi di Bretagna offrono gradevoli sorprese...


Come St. Aubin du Cormier un pittoresco villaggio sulle rive di uno stagno circondato dai boschi...

dove potete passeggiare e dare prova della vostra forza sovrumana dividendo in due enormi massi, come la sottoscritta ( ho bevuto un po' di pozione magica di Asterix!)





e anche se oggi potete passeggiare placidamente intorno allo stagno ed osservare le bellezze del paesaggio...



sappiate che questa zona fu teatro di una sanguinosa guerra soprannominata  "La guerre folle" fra  bretoni e  re di Francia, nel vano tentativo di conservare l'indipendenza del ducato di Bretagna.
Anne de Bretagne, figlia dello sconfitto Duca François II, andò sposa a Charles VIII e la Bretagna fu annessa alla Francia.


 Continuiamo la passeggiata...


fra austere case di pietra ingentilite da addobbi floreali...


o dall'allegro blu che contraddistingue molte case bretoni.

E a proposito di austerità ora vi conduco al Castello dello scrittore bretone Chateaubriand


Situato nell'entroterra a pochi chilometri da Saint Malo, fu la dimora dove Chateaubriand passò la sua non rosea infanzia e adolescenza...

François rené de Chateaubriand (immagine web)

costretto dal padre a dormire in un'angusta stanzetta in una delle torri del castello, in compagnia dello scheletro di un gatto morto murato vivo (pare avesse la funzione di tenere lontano gli spiriti maligni dal castello), allo scopo di forgiarne il carattere e renderlo un vero uomo!
Chateaubriand maturò qui le sue doti di scrittore.
Il castello appartiene tutt'oggi a discendenti della famiglia ed è visitabile.

Spero che questa insolita passeggiata in Bretagna vi abbia fatto piacere...


In una brumosa mattina mi accingo a lasciare le terre di Francia per altri lidi ben più lontani...ma questa è un'altra storia!
Alla prossima.


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